lunedì 8 dicembre 2014

La storia dell'asino nel pozzo


Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale, disperato, continuò a ragliare sonoramente per ore.
Il contadino era straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.
Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.
Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra.
Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo.
Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.



Questa semplice storiella, facilmente reperibile sul web, ci da degli importanti spunti di riflessione: il contadino è la vita, il pozzo rappresenta le difficoltà della vita che tutti, chi più chi meno, dobbiamo affrontare... e l'asino rappresenta noi stessi.
Tutti noi, presto o tardi, finiamo col finire dentro a un pozzo, ovvero ci troviamo ad affrontare le difficoltà della vita che, talvolta, ci possono sembrare persino superiori alle nostre possibilità. Queste poi, spesso e volentieri, non ci risparmiano affatto "badilate di terra" addosso, non di rado anche dalle persone più care.
Ma questa semplice storia ci insegna che queste difficoltà, che le prove della vita, possono essere per noi un motivo di crescita, di "elevazione", come lo sono state per l'asinello che, badilata dopo badilata, si è sempre più innalzato fino a giungere fuori dal pozzo in cui era caduto. Le difficoltà insomma non devono sempre essere viste come una disgrazia, ma bensì come una prova, come un opportunità per crescere in noi stessi.
Del resto la vita è proprio questo: una corsa ad ostacoli dove ogni ostacolo, se affrontato col piglio giusto, costituisce un motivo di crescita, di maturazione personale, fino a quella completezza umana e spirituale che il Signore chiede ad ognuno di noi.
Crediamolo fermamente.

Marco

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